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MEETING DEI FAN DEGLI A-HA
Tempo Libero

“FOOT OF THE MOLE” TORINO OSPITA IL MEETING NAZIONALE DEI FAN DEGLI A-HA

27 - 28/6/2009 – Holiday Inn Massaua

 

A distanza di oltre venti anni dal concerto che li vide protagonisti al Palazzetto dello Sport, Torino omaggia la band norvegese A-HA con un evento di portata nazionale.

 

 

In occasione dell’uscita del nuovo album della band nordica divenuta celeberrima negli anni ’80 con il brano “Take on me”, i fan torinesi degli A-HA hanno organizzato il meeting nazionale che riunirà tutti gli appassionati del terzetto composto da Morten Harket (voce), Mags Furuholmen (tastiere) e Paul Waaktaar-Savoy (chitarra).

 

Il nuovo cd degli A-HA si intitola “Foot of the Mountain” (Ai piedi della montagna): preceduto dall’uscita del singolo omonimo, ascoltabile in radio a partire dal 3/7, verrà distribuito in Italia dal 17/7.

Ispirandosi al titolo dell’album, i fan torinesi hanno intitolato il meeting “Foot of the Mole” (Ai piedi della Mole) e hanno provveduto a dare il giusto tocco di “torinesità” all’evento realizzando gadget “ad hoc”, predisponendo un buffet ricco di prodotti tipici locali, prevedendo domenica un bel giro del centro storico per far conoscere la città di Torino a tutti i partecipanti.

 

La due giorni avrà inizio sabato 27/6. I fan - provenienti da tutta Italia, di età compresa tra gli 0 e i 40 anni e conosciutisi attraverso il sito internet www.aha-italia.com - si riuniranno presso l’Hotel Holiday Inn Massaua (piazza Massaua 21) dove una sala è stata riservata appositamente per l’evento.

 

Il meeting nasce con l’intento di incontrarsi, scambiarsi materiali, confrontare ricordi ed emozioni, divertirsi e celebrare, in un clima di conviviale serenità, una band amata anche da star come il leader dei Coldplay Chris Martin o quello degli U2 Bono Vox.

 

http://www.aha-italia.com/


 

CHI SONO GLI A-HA di Danila Elisa Morelli

Il nome risulta sufficientemente nuovo sia agli adolescenti di oggi sia a chi ha superato la cinquantina...

Era la metà degli Ottanta, i “mitici Ottanta” almeno per tutti quelli che all’epoca avevano a che fare con acne giovanile e primi batticuori.

 

Era il periodo dei punk e dei dark, dei primi fast-food, di DJ Television e delle polemiche su una cantante che aveva scelto il nome d’arte di Madonna.

 

L’anno in questione, il 1985, vedeva primeggiare in campo musicale i Duran Duran e gli Spandau Ballet: soprattutto fra le giovanissime la distinzione era netta e chi smaniava per il gruppo capitanato dall’ossigenato Simon Le Bon non poteva neanche guardare a distanza un album di Tony Hadley e soci.

 

Improvvisamente le radio cominciarono a trasmettere le note di Take on me (Prendimi): il motivo era orecchiabile ed originale, la voce solista calda e profonda.

La canzone scalò le classifiche e fece conoscere a livello internazionale una band composta da tre ragazzi norvegesi, gli A-ha.

Fu per molti, anche per chi scrive, l’inizio di una storia d’amore.

 

Ovviamente per alcuni si trattò di una semplice cotta: molte ragazzine rimasero affascinate semplicemente dal bell’aspetto del cantante Morten Harket, ritenuto all’epoca uno degli uomini più belli del mondo. Fortunatamente altri, e sono quelli che attendono oggi con trepidazione il nuovo lavoro del gruppo, si appassionarono al loro stile, alle loro musiche e ai loro testi malinconici ed esistenziali.

Perché in effetti gli A-ha erano diversi dagli altri gruppi pop.

 

Mentre le star musicali gareggiavano in trasgressione (ricordate il donnaiolo Prince, i crocefissi di Madonna, la playmate Samantha Fox, i Culture Club del travestito Boy George?), questi tre vichinghi si proclamavano astemi e non fumatori, dichiaravano di amare la natura e le sane abitudini, vestivano in jeans e maglietta caratterizzando il loro look solo con l’uso di laccetti di cuoio indossati come braccialetti e collane.

 

E non finisce qui: Morten Harket, osannato come indubbio sex symbol, non faceva mistero dei suoi studi di teologia, di aver lavorato per un certo periodo in un ospedale psichiatrico, di essere appassionato studioso della Bibbia e di amare le orchidee almeno quanto Nero Wolfe, l’investigatore privato creato dalla penna di Rex Stout.

E così i giornali titolavano: “il gruppo più puritano del rock”, “il rock acqua e sapone”, “niente divismo, siamo norvegesi”,...

 

Ai successi del loro primo album, Hunting High and Low (Cercando in lungo e in largo), seguì un periodo di intensa attività che li portò a realizzare in tre anni altrettanti 33 giri e a firmare nel 1987 il tema musicale del primo film di 007 interpretato da Timothy Dalton, 007 Bersaglio mobile: il singolo, The Living Daylights, vendette oltre 20milioni di copie.

 

In seguito il ritmo delle pubblicazioni rallentò. Da sempre legati alla loro terra natale, gli A-ha diradarono i loro viaggi a Londra, dove avevano trovato la strada per il successo, e iniziarono a coltivare altri interessi:

 

Morten Harket prestò il suo volto al cinema per ragazzi e la sua voce ai canti religiosi, Magne Furuholmen continuò a suonare le tastiere dedicandosi però soprattutto alla pittura ed alla scultura, Pål Waaktaar formò una nuova band con la moglie Lauren Savoy.

 

Uscirono altri due album, nel 1990 e nel 1993, che ricevettero il plauso della critica senza raggiungere il successo di pubblico dei precedenti. Poi il silenzio.

Un silenzio dovuto al fatto che i tre erano, a detta di Morten Harket, “totalmente esausti, spompati, ormai privi di qualsiasi piacere nel fare musica: avevamo tutti bisogno di staccare la spina per un po’”.

 

Dal 2000 gli A-ha sono tornati insieme. In Europa conquistano premi e scalano l’hit parade, in Italia sembrano destinati ad essere ricordati solo come i protagonisti di uno dei più bei video musicali di tutti i tempi, quello di Take on me appunto. Le cause sono molteplici ed in gran parte determinate da una miope gestione promozionale e dalla poca dimestichezza dei mass-media con la loro recente produzione.

 

Quello che è certo è che gli ormai cinquantenni “vichinghi del pop” sono in forma come un tempo ed il nuovo album Foot of the mountain ne è la prova lampante.

 

 

http://www.aha-italia.com/

 

 

 

 

 

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