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Un nome nuovo per la moda italiana

Ilaria Fiore è senza dubbio una delle più promettenti designer italiane contemporanee. La giovane ragazza di Altamura si è aggiudicata il celebre riconoscimento Talents 2016 assegnato dall’Accademia di costume e moda sotto il patrocinio della Camera nazionale della moda italiana, grazie ad una collezione sofisticata, sperimentale e allo stesso tempo energica.

In molti l’hanno definita una collezione caratterizzata da un sapore androgino, ispirata al folclore con un’indagine visiva accurata legata al fenomeno culturale del tarantismo. Dei capi asimmetrici in grado di esaltare la rigidità della pelle in contrapposizione alla fluidità di materiali come cady e seta.

Zalando

Ilaria ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della moda recentemente, nonostante fin da piccola avesse sempre amato l’arte. Il suo sogno era sempre stato quello di divenire un artista, e durante il liceo era affascinata dall’opportunità di abbinare la funzionalità alla bellezza, avvicinandosi quindi al mondo del design. Inizia così i suoi studi legati al fashion design.

Il suo percorso l’ha portata infine a creare un collezione ispirata al tarantismo, lavorando in particolare sull’aspetto psicologico delle donne ‘tarantate’, ossia afflitte da un dolore interiore, in perpetua lotta tra anticonformismo e perbenismo, concetti che hanno portato la giovane stilista a raggiungere un’espressione sensoriale in grado di esaltare l’eleganza femminile. Questo percorso mentale considerato ambivalente, viene tradotto nella forma asimmetrica dei capi, contraddistinti da parti rigide in contrapposizione a drappeggi sinuosi. Vengono abbinati materiali particolarmente variegati, pelli di vitello lisce che vengono accoppiate a tessuti in cachemire e cady di seta e neoprene.

L’elemento principale che contraddistingue il suo lavoro è l’accessorio in se stesso, con una marcata valenza funzionale ed estetica. L’idea è quella di un abbigliamento in grado di raccontare la storia di una donna pronta a uscire dai canoni ordinari. La stilista ha riflettuto inoltre a lungo sui quali dovessero essere le borse indossate dalle sue donne. Non sarebbero potute essere borse bon ton e proprio per questo i progetti delle borse con alcune parti rigide contrastate dalle parti drappeggiate, divengono borse progettate e strutturate in modo anatomico. Proprio da questo nasce un compromesso che permette la creazione di uno zainetto indossato come se si trattasse di un gilet, in grado di mantenere allo stesso tempo la sua funzionalità.

Un riassunto del lavoro di questa nuova stilista è senza dubbio intrinseco in questi tre aggettivi che definiscono la collezione: sperimentale, sofisticata ed energetica.